Terzo punto importante: nell’attacco di ieri sera, “nessuno” dei potenti e avanzati missili ipersonici iraniani come i tipi Fattah 1 e 2, o il missile Khorramshahr, e così via, è stato utilizzato. Gli attacchi di ieri sera sono stati effettuati utilizzando droni HESA Shahed 136 economici e poco costosi, semplici missili da crociera e missili Rezvan a propellente liquido a basso costo, che sono stati immagazzinati in grandi quantità e sono rimasti inutilizzati per lungo tempo. In effetti, questi armamenti sono stati utilizzati principalmente per saturare i sistemi di difesa aerea e, tra questi, alcuni missili a propellente solido come Haj Qasem e Kheibar Shekan sono stati poi utilizzati anche per attaccare e colpire gli obiettivi. Il risultato è che se la decisione dell’Iran fosse stata quella di utilizzare missili più avanzati, con questa stessa ondata di attacco, le vittime e i danni per il regime israeliano sarebbero stati molto maggiori di quelli a cui abbiamo assistito ieri sera.
Quando si tratta dell’onere finanziario e dei costi sconcertanti sostenuti da Israele, ci sono anche punti molto importanti da considerare. Puoi prestare attenzione alle cifre stimate per le operazioni di ieri sera. Citando FieldMarshal (https://twitter.com/FieldMarshalPSO), analista indipendente delle tecnologie industriali e di difesa iraniane, il costo approssimativo sostenuto dall’Iran per effettuare gli attacchi della scorsa notte è stimato come segue: 110 missili balistici: 30-50 milioni di dollari, 45 missili da crociera: 4-7 milioni di dollari e 170 Shahed droni: 4-5 milioni di dollari, per un totale di circa 38-62 milioni di dollari per l’Iran.
D’altro canto, però, i costi israeliani saranno sconcertanti: considerando un numero stimato di 300-400 aerei che probabilmente sarebbero rimasti in funzione per 4-10 ore, con un costo orario medio compreso tra 30.000 e 40.000 dollari, il costo sarebbe di 50-160 milioni. Il costo per intercettare missili da crociera e droni suicidi: 100-150 milioni di dollari, e il costo per intercettare missili balistici: 500-700 milioni di dollari. Tenendo conto del danno stimato causato dai missili balistici, compreso tra 100 e 500 milioni di dollari, il regime israeliano ha sostenuto un totale di 750 milioni di dollari nello scenario più pessimistico, o 1,5 miliardi di dollari nello scenario più ottimistico!!!
Questa quantità sconcertante di costi “solo per sopportare una notte di attacco unicamente per respingere un’ondata di attacchi” si traduce nel completo collasso economico dei sionisti. Se le battaglie continuassero anche solo per pochi giorni, l’economia del regime israeliano sarà completamente paralizzata e distrutta! Questo è un altro esempio chiaro ed evidente del fatto che i sionisti non hanno la capacità di impegnarsi in una guerra a lungo termine, o meglio ancora, nemmeno in una guerra a breve termine con la Repubblica Islamica dell’Iran, ed è per questo che sono estremamente preoccupati di rispondere agli attacchi iraniani della scorsa notte.
Quarto punto importante: come accennato, l’Iran non ha affatto utilizzato il potenziale degli altri paesi dell’Asse della Resistenza per attacchi estesi con missili e droni contro il regime infanticida sionista o per saturare i suoi sistemi di difesa aerea nell’attacco di ieri sera, e l’Iran da solo ha portato a termine l’operazione. Ora, immaginate se gli attacchi venissero effettuati simultaneamente ed estensivamente dalla Siria, dal Libano, dall’Iraq e dallo Yemen, e se anche l’Iran entrasse sul campo di battaglia con un gran numero di missili e droni in diverse ondate di attacchi; anche solo il pensiero di questo scenario è debilitante e molto doloroso per il regime israeliano. In ogni caso questa tappa è attualmente giunta al termine per vedere cosa sarebbe successo più tardi e per una giornata piovosa!
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