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Da Iperborea, dal Nord Polare arriva questo ricordo, questa nostalgia dell’Amor Magico, trasmutandosi nella memoria del sangue ariano. Nel Mistero del Gral e nell’Iniziazione d’A-Mor dei Minnesanger germanici e dei Trovatori occitani si raccoglie con rinnovata forza ed entusiasmo. In queste discipline per potere raggiungere il fine dell’iniziato, la presenza femminile è essenziale. Al fianco del guerriero, del cavaliere del Gral, del Minnesanger, del Trovatore, deve esistere una donna, o di carne ed ossa, o nell’immaginazione, dall’altro lato, in un aldilà, nel mondo dei morti, degli eroi, nel Walhalla. Unicamente in sua presenza, o nel suo ricordo può installarsi dentro l’eroe, l’Archetipo Iperboreo dell’Anima, permettendogli di recuperare la Lei perduta, dando all’Anima, al Corpo Astrale, il Volto dell’Amata. Solamente innamorato della sua Walkiria ci riuscirà.

La donna ideale dei Minnesanger si chiamò Woevre Salde, una Grande Vedova che li ispirava. Questo meraviglioso cammino d’A-Mor è essenzialmente virile. Solo gli eroi potranno affrontare le prove che l’Amata pone ai suoi eletti per offrire ad essi la Coppa del Grial, piena fino ai bordi del Liquore dell’Immortalità. Soma, Ambrosia, Anrita, Ahoma. Piena, in verità, del sangue blu degli iperborei, dei Nati Due Volte e che i Minnesanger bevono nel rito della Minnetrinken, dentro il Cerchio della Mannerbunde.

Qui, in questa seconda terra ella mi offrì la foglia di un alloro d’argento, simbolo del combattimento e del difficile cammino di ritorno ad Iperborea, nostra Patria Nuziale. Ella era della razza nordico-iperborea, Era Allouine.

Miguel Serrano

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