Aleksandr Dugin
Affrontare la lettura della prima opera di Aleksandr Dugin integralmente tradotta in Italia comporta il rischio di soggiacere al pregiudizio dell’immagine che l’autore abbia acquisito nei mezzi di comunicazione occidentali; l’idea cioè che il pensatore russo sia, direttamente o indirettamente, l’ispiratore del realismo geopolitico della Russia contemporanea, cioè un intellettuale funzionale alle politiche di Vladimir Putin. A questo proposito, basterebbe ricordare il fatto che il contratto di insegnamento del professor Dugin presso l’Università di Stato di Mosca non è stato rinnovato dal giugno 2014 per motivi politici, e comunque, nell’analisi seguente, ci sottrarremo completamente a tali argomenti per due motivi: il primo attiene all’onestà intellettuale, che deve tendere a confrontarsi oggettivamente con la riflessione filosofica dell’autore; il secondo discende dal primo, nel momento in cui l’attuale frangente di confronto internazionale vede l’Occidente a egemonia statunitense adoperare tutti gli strumenti a disposizione per identificare nella Russia un “nemico oggettivo”, operando un’esplicita azione di mistificazione propagandistica su qualsiasi riferimento culturale che provenga da quel Paese. In tal senso, ci limiteremo in questa sede a consigliare dei testi – peraltro alcuni già recensiti su Diorama Letterario – esemplari per comprendere le dinamiche in atto e il profilo politico effettivo di Aleksandr Dugin.

